"Devi avere molto coraggio per vedere e accettare le cose così come sono." Spedizione medica in Liberia

Ricordate ancora i coraggiosi dottori che organizzarono la prima spedizione chirurgica umanitaria in Gambia? Siamo stati orgogliosi di occuparci del loro trasferimento da e per l'aeroporto, per la loro seconda spedizione. Questa volta sono partiti verso la Liberia, che ha urgente bisogno di aiuto, poiché dei 4 milioni di abitanti si prendono cura circa 150 medici. Quando abbiamo scoperto quello che i nostri medici sono stati in grado di fare, siamo rimasti a bocca aperta! Bravissimi!

Un percorso durato 24 ore
La Liberia è uno stato sulla costa occidentale dell’Africa, fondato da schiavi americani liberati nel 1800. Dalla Slovenia i medici hanno impiegato 24 ore per raggiungere Monrovia via Monaco e poi continuando via Amsterdam. Da Monrovia hanno proseguito con un furgone fino al distretto di Nimba, dove si sono stabiliti nella città di Ganta, la seconda città più popolosa della Liberia. Oltre alla guerra, la città è stata recentemente colpita dall'Ebola. 450.000 abitanti hanno a disposizione un ospedale locale con soli 32 posti letto.

Il team di medici in Liberia

1Il team di medici in Liberia

Il team di medici sloveni è uno dei più numerosi
La squadra di medici sloveni era una delle più numerose, composta da: il leader della spedizione, il dott. Jurij Gorjanc, il chirurgo generale e addominale Tomaž Benedik, sua figlia Selena Benedik, studentessa di medicina, Irena Urbančič, specialista in anestesia, Katja Carli, specializzanda in chirurgia generale, Katarina Primožič, specializzanda in anestesia, Marija Jekovec, specialista in radiologia, Maria Greiner, specialista in chirurgia, Luka Kovač, specializzando in ginecologia e Mateja Selič, infermiera laureata.

Ganta e

2Ganta e' la seconda città più popolosa della Liberia

450.000 abitanti hanno a disposizione un ospedale locale con soli 32 posti letto

3450.000 abitanti hanno a disposizione un ospedale locale con soli 32 posti letto

Com'era organizzata la giornata: lavoro in ospedale dalle 8 alle 21
I membri della spedizione ammettono che hanno visto il paese solamente attraverso la finestra del furgone, che gli ha portati ogni mattina dall'albergo all'ospedale e ritorno. Lavoravano in ospedale fino all’ultimo minuto. Di solito, la giornata lavorativa iniziava alle 8 del mattino e terminava alle 21:00. Tuttavia, non era un peso per loro, poiché tutti erano consapevoli del perché erano lì e qual era il loro obiettivo.

Condizioni di lavoro quasi impossibili
Circa 4 milioni di persone in Liberia sono curate da circa 150 medici (in Italia ci sono 3,9 dottori ogni 1000 abitanti, Grecia (6,29), Austria (4,9), Germania (4,05) e Svizzera (4,04)). Questo fatto è scoraggiante. Nell’ospedale di Ganta ci sono solamente due medici. Non sorprende quindi, che il numero di persone bisognose di cure mediche sia molto alto.
Il team ha riconosciuto che le condizioni di lavoro erano estremamente impegnative. Le sale operatorie erano modeste e spesso senza elettricità. Molto spesso il lavoro veniva effettuato con lampade frontali. Ma hanno fatto l’impossibile. In 6 giorni lavorativi sono state eseguite 103 procedure e sono stati trattati 86 pazienti (14 donne, 72 uomini). Il più anziano aveva 89 anni e il più giovane aveva solo 1 anno.

Il numero di persone bisognose di cure mediche sia molto alto

4Il numero di persone bisognose di cure mediche sia molto alto

Un groppo in gola alla partenza e una scoperta scioccante
Nonostante la stanchezza e le circostanze difficili, il team riconosce che il tempo dei saluti è stato difficile per tutti i membri della spedizione. "La parte femminile del gruppo era in lacrime, i nostri coraggiosi ragazzi invece hanno ammesso di avere un grande groppo in gola. La mamma Africa ti conquista” dice Mateja Selic, un membro della spedizione.
"Devi avere molto coraggio per vedere e accettare le cose così come sono e non quelle che vorresti che fossero. Quando ti trovi faccia a faccia con la verità, può essere doloroso quando tutte le illusioni si dissolvono lentamente di fronte a te. A quel tempo, devi raccogliere tutta la forza in te, per andare avanti. Non è necessario menzionare la povertà, la sofferenza e la morte. Nonostante il fatto di non avere a disposizione molte cose materiali, gli africani hanno la testa sulle spalle e affrontano la vita con il sorriso. Sono sicura che siano anche più felici di noi" conclude Mateja, a nome del gruppo.

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